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domenica 1 novembre 2009

Articolo del corriere news 16-10-2009 e commenti

http://www.corrierenews.it/corrierenews3100/content/view/full/40716#

I cosiddetti “animalisti”, 17 anni dopo
Diverse associazioni intervengono sull'inaugurazione
del nuovo canile di Montegranaro

In risposta ad un articolo pubblicato ad inizio settimana

Le Associazioni animaliste Amici Animali Onlus di Osimo, Amici di Fido Onlus di Civitanova, Io non ti Abbandono Onlus di Civitanova, Anita di Falconara Onlus, Qua la Zampa Onlus di Castelfidardo e Cinofila Senigalliese di Senigallia, leggendo l’articolo apparso sul Resto del Carlino il 13/10/2009 ritengono che se tutto ciò non fosse così tragico per gli animali, di certo sarebbe una farsa.
Legambiente Circolo Sibilla Aleramo, alcuni fondatori del canile Pluto e un certo P.C. che sembra voler rimanere anonimo, forse si sono dimenticati che per ben 17 anni i cani presenti nella struttura poi sequestrata a marzo 2007 dagli organi competenti ( N.I.R.D.A. Nucleo investigativo per i reati a danno degli animali del Corpo Forestale dello Stato, Lav e Ass. A.N.T.A), vivevano in condizioni pietose di certo non a norma di legge.
Cento cani circa venivano tenuti perennemente a catena, cucce fatiscenti, cani rinchiusi nella stalla della casa colonica completamente al buio in compagnia solo di topi, box costruiti con materiale di fortuna uno dentro l’altro come scatole cinesi. Cani che non hanno mai avuto la possibilità di sgambare in uno spazio apposito come la legge prevede. Nessun ambulatorio presente nella struttura. Registri di carico e scarico dei cani assenti. Addirittura gatti rinchiusi in una piccola roulotte proprio lì vicino ai cani. Mancanza totale di sistema fognario adeguato alla normativa vigente. Non ci stiamo inventando nulla. Ci sono testimonianze e fotografie che parlano da sole.
Ora leggiamo che questi cosiddetti “animalisti” sembrano, a loro dire, gli unici a preoccuparsi delle condizioni dei cani affidati all’associazione A.N.T.A. dopo il sequestro del 2007. Chissà prima e per ben 17 anni dove fossero!
Chissà come mai, invece di plaudire chi, con sacrifici enormi è riuscito in poco tempo a realizzare una struttura che permetterà finalmente a questi animali di vivere etologicamente secondo la loro natura, continua imperterrito a gettare fango e discredito completamente gratuiti senza alcuna vergogna.
Ci vergognamo noi e ci rammarichiamo di non essere stati in grado con le nostre sole forze, di intervenire prima per bloccare quella penosa situazione che ha portato per anni gravi sofferenze agli animali ospiti.
Siamo purtroppo abituati a scontrarci giornalmente con gestori privati che non seguono le leggi e che speculano sui cani dei canili, e ci rimane difficile credere che associazioni animaliste possano giustificare per anni situazioni gravissime come quelle in cui stavano i cani di Pluto House e continuare nel loro intento di demolire chi invece si adopera solo ed unicamente nell’interesse degli animali.
Non ci risulta neanche che sia interdetto l’accesso ai volontari come si scrive nell’articolo. Noi siamo sempre andati e nessuno ci ha mai negato l’entrata e abbiamo toccato con mano i progressi che sono stati portati avanti, pur nelle estreme difficoltà di una struttura cadente, fatiscente, igienicamente inadatta con pochissime possibilità di modifica.
Finalmente domenica 11 ottobre 2009, il giorno tanto atteso dopo tanti anni è arrivato. Chi è veramente un animalista come si professa in pubblico, dovrebbe lasciare da parte orgoglio ferito, vendette personali, odi repressi ed essere solidale con chi ha potuto realizzare tale struttura dove nel giro di qualche settimana saranno trasferiti quei poveri cani.
Cosa si voleva? Far rimanere a vita e continuare ad accettare ancora altri cani in quel lager?
E’ davvero impossibile continuare a difendere l’indifendibile.


Commenti
ASSOCIAZIONE PROVINCIALE PROTEZIONE ANIMALI Onlus ASCOLI PICENO
Venerdì, 23 Ottobre 2009 15:22:25ALESSANDRO ORLANESI
Evitando di vomitare altro veleno su una vicenda dove solo severe azioni giudiziarie nei confronti degli Enti locali e delle locali ASL avrebbero reso giustizia all'inferno patito dall'Associazione Pluto colpevole solo per avere con molto coraggio e tanto cuore cercato di gestire una emergenza che negli anni novanta era diventata una grave questione di pubblica sicurezza. Ma la conoscete davvero questa gente alla quale hanno lacerato pure l'anima dopo averla infangata di calunnie ? Io ho avuto la fortuna di incontrarla e vi posso assicurare che almeno meriterebbe il diritto di non essere più molestata.

Risposta alle 5 ONLUS
Giovedì, 22 Ottobre 2009 18:00:58Lidia Gomez Olivera
In merito a tutti gli articoli di questi giorni inerenti l’inaugurazione del nuovo Canile di Montegranaro avremmo piacevolmente evitato ogni ns. intervento. Dato che la conduzione del rifugio sotto la ns. gestione è stata chiamata in causa da ben 5 onlus della Regione Marche, riteniamo doveroso, soprattutto in nome delle centinaia di animali salvati ed affidati sotto la ns. gestione e soprattutto in nome di quelli che, a partire dal giorno successivo il blitz, nel lontano 2007, non hanno più visto la luce del sole, porre alcuni appunti certamente sconosciuti alla “platea”.
Nulla da eccepire per tutte le condizioni fatiscenti riscontrate dalle 5 onlus nella struttura, anche se sinceramente ci sfuggono le periodicità delle loro visite. Tali requisiti, perfettamente a conoscenza dei Sindaci di allora sin dalla nascita del “rifugio”, li abbiamo trovati nel ns. subentro alla prima gestione del canile. Condizioni divenute certamente estreme dal diniego sempre ricevuto dall’ufficio tecnico del Comune ove sorge la struttura ad ogni ns. richiesta di miglioramento,ma nelle quali hanno trovato sistemazione, alternandosi,dal lontano 1990 circa 6.500 animali abbandonati ed o accalappiati dal servizio Veterinario. O le 5 onlus avrebbero preferito lasciarli al loro destino di randagi, con tutte le varie conseguenze negative che avrebbero creato a danno di se stessi, dell’incremento del randagismo e all’ambiente del fermano?
Siamo stati sempre ben consci che la struttura di “Pluto House” non era a norma, più volte ne abbiamo recriminato, oltre che con richieste cartacee, anche attraverso la stampa la necessità di un cambiamento radicale, come ben coscienti lo erano i 22 Sindaci quando, nel 2005, attraverso una testimonianza alla stampa avevano pubblicamente ammesso la necessità di provvedere ad nuovo rifugio autorizzando l’uso della struttura attuale per ben altri 5 anni.
Quindi piena coscienza e conoscenza di tutti, dai privati alle pubbliche istituzioni ai Corpi speciali dei Nas e del Noe a seguito di loro ispezioni constatanti la decadenza del luogo ma la massima condizione sanitaria degli animali presenti, quindi totale mancanza di maltrattamento, condizione peraltro riconosciuta dalla gestione attuale e pubblicamente resa nota attraverso due articoli della stessa in data 24-3-07 (R.d.C) e 25-3-07 (C.A.)
Ma soprattutto piena coscienza che quella di Pluto House era l’unica struttura in grado di fermare l’evoluzione del randagismo altrimenti incontrastata soprattutto grazie alle sterilizzazioni effettuate completamente a carico dell’associazione ancor prima dell’intervento della ASL in merito.
Ogni personaggio legato all’associazione, alle amministrazioni Comunali, ai vertici dell’Azienda Sanitaria ha sempre saputo del rischio che poteva correre mantenendo in piedi tale situazione, situazione che ha però permesso agli animali di “nessuno” di essere curati, saziati ed affidati a dispetto del pensiero contrario ricevuto ed infine a solo danno dell’associazione.
Se abbiamo sbagliato nel “salvare” gli animali, siamo pronti a pagarne le conseguenze anche se ci siamo solo messi a disposizione di coloro che, da una parte abbandonavano e dall’altra raccoglievano .
Si descrive quella “casa colonica” come piena di ratti, eppure nel corso degli anni alcun cane né personale è mai deceduto per malattia dovuta alla presenza di topi forse in virtù delle derattizzazioni sempre eseguite, , si parla di cento cani tenuti a catena ed ancora ci si dimentica che la catena ha salvato quelle 100 vite, si disegnano cucce fatiscenti ma alcun cane è mai deceduto perché sottoposto ad intemperie, si citano gatti rinchiusi in una piccola roulotte, certamente preferibile a gatti che passeggiano tra i denti dei cani,ma soprattutto si parla di assenza totale di registri di carico e scarico.
A questo punto ci è dovuto invitare le 5 Onlus, di cui una, dal mese di Luglio c.a., attraverso alcuni suoi componenti , presta il proprio lavoro nella struttura ex Pluto House , a chiedere al Nas e al Noe come mai abbiano potuto consentire ad un’associazione priva della dovuta documentazione di continuare a gestire una struttura ed ancor più di richiedere al Corpo Forestale dello Stato intervenuto nel blitz del 12 marzo 07 l’esibizione di tutta la documentazione posta sotto sequestro attraverso la quale riusciranno finalmente a verificare il contrario di quanto loro riportato.
Noi in quella struttura abbiamo dovuto lasciare 547 animali. Dal 12 marzo del 2007, di questi animali, senza che alcun altro vi abbia potuto trovare ricovero, 50 sono stati dati in affido e 58 sono stati trasferiti in altre strutture, presenti allo stato attuale, secondo quanto riportato dall’attuale gestione, 310 animali. Per la differenza lasciamo a chi legge la risposta.
Come lasciamo la risposta a quanti plaudano la nuova struttura con massima capienza di 300 animali.
Strano a dirsi, una struttura all’avanguardia che non è sufficiente nemmeno ad accogliere quelli che dovrebbero trovarsi nel vecchio rifugio né tanto meno i 54 cani, accalappiati successivamente al 12 marzo del 2007 nel territorio dei 4 Comuni convenzionati , che si trovano a pensione in altri rifugi della zona, di cui uno fuori asl.

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