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domenica 1 novembre 2009

DENUNCIATO IL CANILE DEGLI ORRORI

Che dire? Ci viene in mente la mattina del 12 marzo 2007, quando il canile Pluto House, gestito con enormi sacrifici dalla nostra associazione, ha iniziato a veder scendere il buio su quella struttura sì fatiscente ma piena di luce e di speranze. Sembra quasi che la storia debba ripetersi ma purtroppo in questa circostanza abbiamo la certezza, leggendo l’articolo, che la “storia ripetuta” non sarà vissuta da molte di quelle creature a quattro zampe che avevamo custodito con cura e rispetto. Siamo stati tacciati di maltrattamento nei loro confronti da quanti, intervenuti nel giorno del blitz, non erano mai stati presenti nella vita quotidiana del canile, da quanti, venuti da lontano e preparati dovutamente in ciò che era già nelle loro decisioni, hanno ritenuto opportuno cominciare a togliere il respiro ai 547 animali che in quel luogo avevano trovato serenità e rispetto.
Giusto, la storia si ripete, ma questa volta la “storia” è riferita non da “un gruppo” che ignorava la tranquilla realtà quotidiana di quelle creature, questa volta le pagine di 963 giorni sotto una custodia giudiziaria, che avrebbe dovuto garantire la massima tutela e benessere animale, sono illustrate da gente del posto, soggetti che hanno frequentato giornalmente quel rifugio sbarrato al pubblico e che hanno visto giorno dopo giorno la fine di un sogno per molti animali e l’incertezza per quelli rimasti.. Leggiamo di sevizie, di morti, di interventi chirurgici preludi di abbattimenti, vicende di cui avremmo preferito non avere notizia ma che purtroppo, stando a quanto riportato, sono effettivamente accadute e fortunatamente, per i sopravissuti, raccontate.
Vogliamo fortemente credere che stavolta la “giustizia possa essere attenta e veloce”, soprattutto per il rispetto che noi tutti dobbiamo alle “vittime innocenti” di un gioco malvagio che esula da ogni forma di rettitudine umana, a quei “martiri silenziosi” che non hanno avuto possibilità alcuna di far udire la propria voce per denunciare violenze subite e di appoggiare la voce scritta da umani artefici delle tante segnalazioni presentate e rimaste in un cassetto chissà mai per quali “ovvii” motivi, ed infine a quelle innocenti creature che hanno ancora la volontà di continuare a vivere pur se in mani ostili.
Sono loro e non noi ad essere i veri perseguitati , noi siamo solo i “capi espiatori”, quelli cercati prima, durante e dopo il sequestro, coronato con una convalida forse troppo affrettata ed alla quale allora non abbiamo avuto nemmeno tempo di replicare. La nostra voce, che aveva sempre inneggiato alla difesa dei nostri cani, in quegli attimi vissuti come un incubo aveva perso ogni tono. Ma ora, ora che la dura realtà nella quale sono stati gettati gli ospiti di Pluto House, il canile definito nel 2007 come un lager, sta venendo a galla, abbiamo ritrovato la forza e la voce necessaria per urlare: giustizia, quella vera, sia fatta. Questo lo dobbiamo ai nostri cani.


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