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Comunicazione importante chiusura Sportello InformAnimali

LO SPORTELLO INFORMANIMALI DAL 31 MARZO 2009 NON SARA' PIU' ATTIVO A CAUSA DEL TERMINE DEL PROGETTO SPERIMENTALE "CITTADINI A 4 ZAMPE".
CERCHEREMO DI TROVARE UN GIORNO SETTIMANALE DI APERTURA PER GARANTIRE IL MINIMO SERVIZIO, MA TRATTANDOSI DI UN SERVIZIO DI VOLONTARIATO NON POSSIAMO GARANTIRE ALTRO.

RESTEREMO COMUNQUE A DISPOSIZIONE PER PUBBLICARE NOTIZIE, INFORMAZIONI, ANNUNCI DI ADOZIONI O SMARRIMENTI SUI NOSTRI BLOGS:

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venerdì 3 luglio 2009

INTERROGAZIONE AL GOVERNO SULLE DEPORTAZIONE DI CANI ALL'ESTERO

INTERROGAZIONE AL GOVERNO SULLE DEPORTAZIONE DI CANI ALL'ESTERO
Animaleanimali 2 LUGLIO 2009

INTERROGAZIONE AL GOVERNO SULLE DEPORTAZIONE DI CANI ALL'ESTERO
Sulla base della petizione formulata dall'Enpa

L'On. Gianni Mancuso appreso della petizione presentata dall'ENPA (Ente Nazionale Protezione
Animali) relativa al problema delle esportazioni (anzi deportazioni) di animali (cani e gatti specialmente) verso il Nord Europa attraverso un raggiro della Legge ha proposto al Governo un atto ispettivo per dare un segnale forte all'esecutivo nazionale.
Questo commercio illecito, nascosto sotto la falsa facciata delle adozioni di animali all'estero,
nasconde in realtà una speculazione sulla pelle dei poveri animali che passano di mano in mano sino in alcuni casi a diventare cavie per i laboratori del Nord Europa in quei Paesi dove la legislazione non è così restrittiva come la nostra.
"Un grazie sentito all'ENPA che ha riproposto all'attenzione nazionale un problema di costante attualità, ma che spesso passa inosservato ai più" afferma il parlamentare veterinario "ho voluto rimarcare questo problema c on una interrogazione parlamentare e che, unita alla petizione dell'ENPA, faccia pressione sul Governo affinché certe malsane pratiche vengano fermate per sempre" conclude l'On. Mancuso.

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE
On. Gianni Mancuso
Per sapere, premesso che
Da anni si assiste ad un rituale sotto che rischia di passare inosservato: camion, furgoni, alcune volte aerei, partono dal nostro Paese per località estere (Germania ed Austria in testa) carichi di cani e gatti abbandonati ed in alcuni casi, anche sottratti ai legittimi proprietari;
Si contano a migliaia gli animali raccolti in strada, nei canili o presso privati che non sanno più cosa farsene con la falsa promessa di essere riadottati in altri Paesi;
Questi animali, dopo varie peripezie e false promesse, spariscono nel nulla, inghiottiti da un giro d'affari che coinvolge trafficanti di animali, prestanome e personaggi dalla dubbia moralità;
Adottati nel nostro Paese, gli animali, appena passato il confine, diventano oggetto di un commercio assai vantaggioso: la m erce è pressoché gratuita all'origine (il prezzo che in Germania si chiama "tassa di protezione animale" come quella dei canili pubblici, ed è presentata come rimborso spese) si arriva sino a 350-400 euro per un meticcio qualunque;
Molti Paesi del Nord Europa hanno leggi molto più elastiche in materia di sperimentazione sugli animali;
Molte associazioni animaliste si sono da tempo attivate per combattere questo assurdo vulnus legislativo come ad esempio l'ENPA che ha addirittura avviato una raccolta firme a livello
nazionale;
- Se il Governo intende adottare un regime di stretta sorveglianza verso il fenomeno descritto in premessa;
- Se sia intenzione del Governo voler considerare il fatto di proporre l'affidamento dell'animale esclusivamente al soggetto interessato previa esibizione dei propri documenti;
- Se il Governo intenda adottare provvedimenti miranti l'accertamento della rintracciabilità del
soggetto affidatario dell'animale.

giovedì 2 luglio 2009

TI DEPORTO A FARE UN GIRO


BASTA DEPORTAZIONI ALL'ESTERO!

Sono anni e anni che furgoni, camion e perfino aerei trasportano cani e gatti in Germania, ma anche in Svizzera, in Austria, e di lì negli altri Paesi del Nord Europa.

Sono ormai centinaia di migliaia, milioni di animali, raccolti in strada, nei canili o presso privati che non sanno più cosa farsene, prelevati durante un'uscita da casa… cuccioli o adulti, anziani o malati al punto di non poter reggere il viaggio. Radunati febbrilmente, con una ricerca massiccia e ostinata.
Partono dall'Italia, dalla Spagna, dalla Grecia, dai Paesi balcanici, dall'Europa orientale, dalla Russia, dalla Turchia, dall'Africa del Nord, dall'Asia… tutti convogliati verso i paradisi del Nord, con la promessa di un giardino, di un sofà bianco, di una famiglia amorevole.
Tutti adottati?!

A scadenze fisse e frequenti, carichi di cani e gatti partono da ogni regione d'Italia. Cittadini stranieri - sempre gli stessi - li prendono in affido presso i canili, cittadini italiani - sempre gli stessi - collaborano con loro come prestanome, procurandosene con ogni mezzo, qualche volta nell'illusione di dare loro un avvenire migliore. Spesso gli animali vengono intestati a persone ignare, inesistenti, perfino decedute… Spesso partono senza documenti.
E finiscono in una rete di altri canili e di stalli, prima in Italia… e poi all'estero. Alcuni appaiono offerti in siti web, e presto scompaiono, come tutti gli altri, nel nulla. Controlli seri? Impossibili oltre confine, in Paesi che per di più, come la Germania e la Svizzera, non hanno un'anagrafe canina pubblica…
Ma perché tante organizzazioni private grandi e piccole, che si definiscono “di protezione degli animali”, prelevano tanti animali all'estero con viaggi frequenti e costosi, quando anche in Germania i canili sono pieni, quando lì e in tutti i Paesi - tranne che in Italia - vige la soppressione?

Adottati nel nostro Paese, gli animali, appena passato il confine, diventano l'oggetto di un commercio assai vantaggioso: la merce è gratuita all'origine, o costa soltanto un po' di mangime, di ciotole, di coperte…
Il prezzo in Germania? Si chiama “tassa di protezione animale” come quella dei canili pubblici, ed è presentata come rimborso spese… fino a 350-400 euro per un meticcio qualunque, grande o piccolo, cucciolo o anziano, sano o malato. Il guadagno è garantito, tanto più che la propaganda negativa sull'Italia che queste organizzazioni lanciano presso il pubblico medio frutta molto altro denaro.
I nostri animali sono venduti. A chi e perché?
Non tutti sanno quanto la legge tedesca di tutela degli animali sia elastica in materia di sperimentazione… Ma a noi basta sapere che, una volta divenuto merce, l'animale perde ogni diritto alla tutela, qualunque sia la sua destinazione. E che ci si fa beffe della Repubblica italiana e delle sue leggi.

L'Italia ha le leggi più avanzate d'Europa in materia di tutela degli animali. Ma non è senza colpe. L'abbandono e il randagismo affliggono tutto il Paese. Troppi Comuni e troppe ASL sono ancora inadempienti rispetto ai loro obblighi di tutela e di vigilanza. Così, il rimedio è semplice ed economico: eliminare il problema chiudendo gli occhi sulla deportazione all'estero degli animali in soprannumero.
Nel 1993 la circolare del Ministro della Sanità Garavaglia dava direttive per impedire le deportazioni. Nel 2001 la circolare del Ministro Veronesi indicava i controlli sugli affidi come parte integrante del benessere degli animali. Questa circolari sono tuttora in vigore, e sono vincolanti per ogni dipendente del Ministero della Salute. Ma molte ASL non le rispettano.
Nel 2003 il Regolamento Europeo 998 stabiliva che i movimenti non commerciali di cani e gatti nel territorio dell'Unione implicano che gli animali non siano destinati alla vendita né al passaggio di proprietà. Ma chi finge di prendere per sé un animale e lo vende all'estero non lo rispetta.
Alcuni Paesi mediterranei hanno emanato disposizioni severe per far cessare le finte adozioni e la deportazione dei loro animali. Anche in Germania le autorità stanno aprendo gli occhi. Ma L'Italia è il fanalino di coda.

L'ENPA, la più antica associazione italiana di protezione degli animali, ha deciso di combattere questa battaglia di civiltà. Per rispettare la sua vocazione. Per salvaguardare la dignità del nostro Paese. Per costringere le istituzioni a compiere il loro dovere. Per educare i cittadini alla prevenzione, unico rimedio contro il randagismo e le sue conseguenze nefaste.
L'ENPA lancia una petizione per chiedere al Ministero della Salute di intervenire una volta per tutte contro questo squallido e illegale mercato. Firmiamo tutti, perché nessuno possa più tradire la fiducia dei nostri animali più sfortunati.

http://www.enpa.it/it/iniziative/deportazione/firma.html

http://www.enpa.it/it/iniziative/deportazione/modulo.pdf

MICI IN CERCA DI FAMIGLIA



Si regalano 4 splendidi micetti. 
Per informazioni contattare 328 3089677 oppure 3478439127

CAGNOLINA INCA MORTA, "GRANDI NAVI VELOCI" APRE INCHIESTA

Animalieanimali 29 GIUGNO 2009

CAGNOLINA INCA MORTA, "GRANDI NAVI VELOCI" APRE INCHIESTA

Riceviamo e inoltriamo la comunicazione inviataci dal Customer Service Grandi Navi Veloci. Cordialmente, Annachiara Montefusco
UFFICIO STAMPA GRANDI NAVI VELOCI
Siamo molto dispiaciuti per quanto è successo alla Signora Cristiani, al Signor Ricci e alla loro cagnolina Inca. Comprendiamo il dolore che può derivare dalla perdita di un fedele amico a quattro zampe e proprio per questo, anche se non abbiamo una responsabilità diretta, abbiamo già attivato il nostro personale competente per verificare in dettaglio l'accaduto.
Provvederemo al più presto a dare una risposta.
Customer Service Grandi Navi Veloci

CLANDESTINI A 4 ZAMPE

BERGAMO NEWS 29 GIUGNO 2009

Li allevano in Ungheria, poi li spediscono in Italia stipati su furgoni o nei bagagliai delle auto. Molti muoiono durante il viaggio, chi sopravvive viene acquistato a 50 euro e rivenduto a un prezzo dieci volte superiore. 
Un business da 300 milioni di euro l'anno. 
Il fenomeno ha preso piede anche a Bergamo.
Clandestini a quattro zampe, la tratta dei cuccioli dell'Est

BERGAMO - "Non vendiamo cani, solo accessori. Però se le interessano ho qualcosa in casa... Aspetti un attimo". La negoziante scompare nel retrobottega e riaffiora dopo un minuto con due cuccioli in braccio. "Questi costano 600 euro, sono bellissimi, un affare: sono nati in Italia, garantito. E' tutto regolare".
Di regolare però c'è poco, a cominciare dal fatto che, come sottolinea il dottor Paolo Antoniolli, direttore del Dipartimento di prevenzione veterinaria dell'Asl di Bergamo, "i negozi di toelettatura e accessori per vendere animali debbono disporre di locali adeguati, le cui
caratteristiche consentano di rispettare anche le condizioni di benessere animale, e debbono essere autorizzati Da sottolineare inoltre che non è possibile commercializzare cani che abbiano meno di 60 giorni di età e non ancora iscritti all’anagrafe canina informatizzata previa
identificazione mediante microchip". Eppure, basta varcare la soglia di un noto negozio di Bergamo per vedersi offrire cuccioli piccolissimi.
"Questi hanno meno di due mesi, sono tenerissimi". Costo, circa 500 euro.
Il mercato dei cuccioli è un business che fa gola. Spese ridotte e guadagni enormi, anche perché ormai il grosso della "merce" ha una sola origine, quella terra di nessuno che è diventata l'Europa dell'Est.
La tratta dei cuccioli parte soprattutto dall'Ungheria, dove le bestiole vengono allevate in modo intensivo e senza le necessarie precauzioni sanitarie. Tolti prematuramente alla madre e imbottiti di antibiotici, vengono caricati su furgoni o stipati nei bagagliai in condizioni igieniche impossibili e poi spediti in Italia. Molti muoiono durante il tragitto, i negozianti comprano quelli che sopravvivono per 50 euro e li rivendono a prezzi almeno dieci volte superiori, spacciandoli per cuccioli nati dalle nostre parti. I documenti non ci sono, o se ci sono risultano falsificati. Il microchip non corrisponde quasi mai al "passaporto" europeo previsto per gli animali importati.
Basta un giro tra gli addetti del settore per capire che il fenomeno, seppure ammesso a mezza voce, interessa anche Bergamo. "Ormai quasi tutti i negozi di animali fanno arrivare i cani dall'est - dice una commessa di una bottega di toelettatura - meglio rivolgersi a un allevamento serio oppure a privati che ti mostrano i genitori del cucciolo". E una negoziante di accessori aggiunge: "Meglio chiedere a un veterinario, dei commercianti non mi fiderei troppo...".
Dietro la tratta dei cuccioli c'è un giro d'affari che, secondo i dati della Lav (Lega antivivisezione) sfiora i 300 milioni di euro l'anno. 
"Questi cuccioli non sempre sono accompagnati dai documenti - spiega il dottor Antoniolli - Non sono sottoposti a vaccinazioni e il rischio è che portino in Italia malattie malattie virali come la gastroenterite emorragica e il cimurro. Spesso, per le condizioni in cui sono cresciuti o sono stati trasportati, vanno incontro a una mortalità precoce. Per tutelarsi, l'acquirente deve sempre chiedere a chi vende il certificato di iscrizione all'anagrafe canina. Da considerare anche
il fattore età: un cane importato legalmente dev'essere stato già sottoposto a vaccinazione antirabbica, che viene inoculata dopo tre mesi di età. Prima di essere esportato, poi, devono passare almeno altri 21 giorni dalla vaccinazione". A conti fatti, un cucciolo non potrebbe arrivare in Italia prima dei 4 mesi d'età. Ma nella realtà le cose vanno diversamente.
Dall'Ungheria arrivano soprattutto carlini, beagle, west higland. Razze pregiate e costose, che garantiscono margini di guadagno elevatissimi ai negozianti senza scrupoli. A conferma indiretta del traffico illecito, ci sono i dati relativi al commercio pulito: secondo i dati diffusi dal Ministero della Salute i cani e gatti importati legalmente in Italia nel 2006 sono stati 21.442, 26.397 nel 2007 e dal gennaio all'’aprile 2008 sono stati appena 951. Un calo vertiginoso motivato proprio dalla crescita vertiginosa del mercato nero, che permette di far soldi sulla pelle dei poveri cani.

COME TUTELARSI
Il passaporto è obbligatorio
I cuccioli arrivano dall'Est in modo clandestino, in condizioni impossibili. 
I documenti spesso non ci sono, oppure sono falsificati. Solo nel 2% dei casi i cani hanno il "passaporto" in regola. 
Ecco tutto quello che bisogna chiedere per evitare fregature.

Secondo le informazioni in possesso della Lav, la Lega anti vivisezione, molti cuccioli arrivano dall'Est in piena clandestinità, senza la documentazione necessaria per essere movimentati a fini commerciali all’interno dell’Unione Europea. Il Regolamento (CE) n.998 del 26 maggio 2003 relativo alle condizioni di polizia sanitaria applicabili ai movimenti di carattere non commerciale di animali da compagnia che modifica la direttiva 92/65/CEE, istituisce l'’obbligo del passaporto europeo per i cani, i gatti e i furetti provenienti dall’estero, secondo quanto disposto dalla Decisione 2003/24. Il passaporto per animali domestici deve riportare i dati
anagrafici dell'animale, il numero del microchip, l'’attestazione della vaccinazione antirabbica e deve essere rilasciato da un veterinario abilitato dall'’autorità competente.
I cuccioli destinati alla vendita devono inoltre essere muniti di un certificato rilasciato da un
veterinario autorizzato attestante, a seguito di un esame clinicoeffettuato 24 ore prima della partenza, la buona salute e l’'idoneità ad affrontare il trasporto. Altro requisito fondamentale per essere movimentati è il certificato TRACES (Trade Control and Expert System) (1) per tutta la partita (Regolamento 599/2004/CE e Decisione 2003/803/CE). Il certificato, timbrato e corredato della firma di un veterinario autorizzato a ciò dal paese speditore, deve sempre essere in originale, in doppia lingua e comunque sempre nella lingua del paese di destinazione, con indicazione della data e dell’ora di partenza, il numero e la tipologia di animali (d'’allevamento o da compagnia) e il numero del passaporto. Se alcuni cuccioli viaggiano sprovvisti di questa documentazione, altri sono trasportati con documenti di viaggio
falsi o contraffatti. Molti muoiono durante il viaggio, a causa delle condizioni impossibili che devono sopportare.
Secondo un sondaggio della FNOVI (Federazione Nazionale Ordine Medici Veterinari Italiani),
la documentazione che viaggia con gli animali è considerata corretta solo nel 2% dei casi, verosimile nel 13%. La maggior parte (85%) degli animali da loro visitati è identificata con microchip, ma nell’'80% dei casi non c’è corrispondenza con i dati registrati sul passaporto.

lunedì 29 giugno 2009

PRIMA DI VIAGGIARE INFORMATEVI, E NON SOLO CON LA PUBBLICITA'-----QUESTA E' LA PROVA: GRANDI NAVI VELOCI

iorella da Milano:


Questa mia
l' ho inviata al mondo intero..........per raccontare di che razza di
nave parliamo.....mi dispiace molto per la piccola Inca.....ma ciò che
racconta la sua mamma è vero.....

La mia odissea con GNV
.........ho
preso questa nave con i miei tre gatti e il cane.....all' atto della
prenotazione...mi hanno fatto presente che se prenotavo la Suite non
avrei avuto problemi.....
all imbarco si arriva direttamente in braccio
alle hostess dall' unica scala presente...la quale separa le persone ..
zenza animali un percorso ,con gli animali un altro...........i gatti,
con l' aiuto di mio figlio, sono riuscita ad infilarli nella famosa
Suite perchè mimetizzati dentro trasportini colorati che potevano
sembrare borse............un tizio con una divisa da super uomo mi fa
cenno di seguirlo...prendiamo una rampa di scale che porta all' ultimo
piano della GNV.... alla mia destra le canne fumarie enormi...un caldo,
la puzza ...del gasolio o non so cos'altro,il rumore assordante dei
motori....l' omino apre una porta in ferro ed io lo seguo perplessa ma
curiosa........interessata solo ha dare un occhiatina (sempre col mio
cane vicino......anche lui mi guardava perplesso ma certo che io mai e
poi mai l' avrei lasciato .....) dunque, questo corridoio bollente
largo un paio di metri era attrezzato con gabbie tipo allevamenti di
conigli dove gl' ignari o poco riguardosi propr
ietari ,dei
quattrozampe terrorizzati (che alle vacanze non sono interessati) hanno
acconsentito di parcheggiare il loro beniamini......dalla tasca estrae
un lucchetto ,apre la gabbia...e blatera .....signora deve mettere qui
il suo cane...........è il regolamento......ho pensato che esprimere
le mie ragioni non ne valeva la pena .............ho aperto il
borsellino e ho offerto in cambio del lucchetto e il suo silenzio 50
mila lire......... ho incrociato gli occhi del il mio cane.... per
nulla spaventato dimenava la coda in segno d' intesa .... certo che non
mi sarei separata da lui!!!!!! Abbiamo passato la notte stretti stretti
per il freddo e l' umidità all' ultimo piano ,accanto alle ciminiere
che sbuffavano cenere ogni dove......stanca sporca bagnata ed incazzata
sono andata dall' ammiraglio con il cane a seguito sempre fiducioso ed
assonnato..........ho fatto presente che su questa nave da milioni e
milioni di euro......si fanno viaggiare gli animali in condizioni
disumane
...e se avessero fatto una sala the in meno,un cinema in meno
...una piscina in meno.....qualche stanzetta molto sobria e lavabile
potevano crearla per chi viaggia con il cane.........mi ha allungato in
mano una coperta matrimoniale ....congedandomi con una frase ...mi
dispiace altro non posso fare .....Era ormai notte fonda..........
guardavo......il mio amico....si stava trasformando in uno spazzacamino
le sue orecchie lunghe e bianche ....erano nere e appiccicose....le
zampe anche loro bianche ...sembrava avesse calzato gli stivaletti
neri.....aveva una macchia nera tra gli occhi e delle strisce sul
dorso...come i capi indiani pronti per un attacco ...i grossi camini
sbuffavano fuliggine ogni dove .....l' alba tardava a
venire.............mi sono abbracciata il mio cane stretto stretto e ci
siamo addormentati......nonostante tutto ero felice..............
eravamo insieme..........mai più GNV....è un orrore !!!!!!

Offerta
Traghetti per viaggiare con gli Amici Animali a bordo di GNV
Il mio
Padrone ed io

In Cabina Insieme. Siamo Amici inseparabili, e da oggi
lo saremo ancora di più: speciali cabine allestite anche per me sono
prenotabili a richiesta, così non ci lasceremo soli neanche di notte!!!
Spero solo che il mio padrone si ricordi di prenotare in tempo: le
cabine hanno disponibilità limitata!
Welcome Kit. Miao! Bau! Una
simpatica prelibatezza, offerta da Almo Nature, ci aspetta presso la
reception di bordo: ho già l’acquolina

Fido Park. Che bello!!! Ho
anche a disposizione uno spazio per sgranchirmi le zampe, con tanto di
fontanella e panchine per il ristoro del mio padrone: uno spazio
pensato per me, per sentirmi un po’ più libero, nel totale rispetto
degli altri viaggiatori senza amici a 4 zampe.
L’esperto risponde. Almo
Nature e GNV offrono un servizio online, grazie al quale il mio padrone
può ricevere informazioni utili per farmi viaggiare nel comfort più
totale. Dal sito www.gnv.it si può accedere alla sezione Chiedi all’
esperto di Almo Nature, in cui un veterinario sarà felice di fornire
tutta l’assistenza di cui io e il mio padrone abbiamo bisogno.
GNV ci
informa che il Servizio è valido sulle tratte per la Sardegna e la
Sicilia (linea Genova-Palermo), e che le dotazioni possono variare a
seconda della nave e del periodo.



DA mARGOTa Catanzaro:



Sono
basita da quanto accaduto conosco avrie persone che usano questi
traghett con cani e li informerò immediatamente.
Io sono anadata in
Sardegna 1 settimana fa con la mia cagnolina con la MOBY dato che la
nave che fa il tragitto Genova-Porto torres e rientro non ha le gabbie
(per fortuna) hanno acconsentito a tenere il cane con noi in cabina e
ci hanno anche dato un lenzuolo per metterlo sul pavimento per lei!
Notare che con le tariffe speciali abbiamo pagato anche molto poco meno
di 100 euro in 2 andata e ritorno incluso auto... e 30 euro andata e
ritorno la cagnolina.
Altri senza cabina erano comunque col cane sul
ponte e senza museruola e nessuno si è lamentato.
Addirittura abbiamo
incontrato una decina di cani in gruppo con i loro padroni che usavano
della Moby per andare ad una gara di Agility.
Magari è stato solo un
caso ma di certo questa compagnia avrà la mia preferenza su tutte le
altre!
Margot



Animalieanimali
24 GIUGNO 2009

IL MIO CANE E' MORTO
SUL TRAGHETTO, GRANDI NAVI VELOCI RISPONDA!
Appello di una nostra
lettrice di Bologna

Cari amici, mi chiamo Cristiani Olga e vi scrivo
per raccontare la mia tragedia, poichè hanno cercato di farmi tacere
con dei ricatti, ma non possono troncare la voce della verità e
dell'amore, devo urlare il mio dolore a tutte le persone che hanno un
cuore.
Il giorno 14 giugno alle ore 3:45 ho accompagnato il mio
fidanzato Antonio Ricci con le nostre due cagnoline, mamma e figlia, al
porto di Genova, lui si imbarcava per Barcellona sulla nave "Majestic"
della compagnia "Grandi Navi Veloci"
Dopo aver imbarcato il camper il
mio fidanzato con le piccole al guinzaglio si è diretto verso le gabbie
per il trasporto.
Lui sarebbe partito con Inca e io lo avrei raggiunto
in seguito con Gege.
Le gabbie sono ammassate di fianco alla sala
motori, i cani si agitano facilmente quando non sentono la terra sotto
ai piedi, ancora di più se sentono forti rumori come ad esempio quello
dei motori. Prima di allora non ero a conoscenza del barbaro tipo di
trasporto.
Mentre il mio ragazzo metteva la piccola nella gabbia, e
teneva la grande al guinzaglio, che io stavo andando a prendere, il
forte rumore ha spaventato la piccola Inca che impaurita correndo è
caduta sulla banchina.
Ovviamente si è creato un certo disordine, chi
ama gli animali sa molto bene quello che rappresentano affettivamente
nelle nostre vite.
Io non posso avere figli e loro per me e il mio
compagno erano come tali.
Il capitano per tranquillizzarci ci ha detto
che aveva chiamato il veterinario e che dovevamo aspettarlo giù dalla
nave poichè la nave doveva partire dato il ritardo che avevamo creato.
Sempre il capitano con tono arrogante mi ha minacciata dicendomi che se
non la smettevo di piangere, e non ci decidevamo a calmarci e a
scendere mi avrebbero dovuto fare una puntura, non oso immaginare di
cosa.
Mi hanno detto che ero fortunata poichè non era successo a me o
che dovevo essere felice poichè l'altra si era salvata, qual'cuno ha
detto che essendo un cane potevo comprarne un'altro.
Dopo averci fatto
scendere dalla nave sono partiti, ovviamente il veterinario non lo
avevano chiamato, perchè abbiamo aspettato un'ora e mezza sulla
banchina e niente traccia.
Si sono però presentrati tre poliziotti,
nemmeno della polizia portuale, che avevano ricevuto una chiamata dal
porto, senza però aver ricevuto spiegazioni sull'accaduto, non sapevano
nemmeno per cosa erano stati chamati, hanno trovato una coppia di
ragazzi che piangevano la morte della loro cagnolina.
Inca ha perso la
vita davanti ai nostri occhi e tra le mani del mio ragazzo, nell'attesa
di un aiuto che ci era stato promesso ma non è mai arrivato.
A questo
punto lascio giudicare a voi; ho pianto, e piango tutt'ora, nulla mi
ridarà quello che ho perso, ma giuro che se mi fossi sentita trattata
meglio, compresa, e non mi avessero detto bugie, per farmi scendere,
oggi mi sentirei un pò meglio.
Chiedo a tutte quelle persone che sanno
di cosa stò parlando di cercare metodi di trasporto alternativi o di
richiedere maggiore sicurezza.
Daltronde il biglietto lo paghiamo noi,
ma lo paghiamo anche per i nostri cani: perchè hanno il dovere di
pagare ma non hanno diritti?
Invece che tre casinò, potevano farne due,
e aggiungere una sala adibita ai cani.
Dopo qualche giorno ho chiamato
la compagnia, non sapevano nulla, la nave per loro era partita in
ritardo perchè c'erano problemi ai motori.
Nessuno aveva fatto
rapporto.
Ho mandato una lettera alla compagnia dove spiegavo i fatti e
mi hanno risposto che non potevano farci nulla e non potevano nemmeno
restituire i soldi del biglietto nè della piccola Inca ne del mio
compagno poichè non era un problema loro se il mio fidanzato non aveva
usufruito del viaggio, anche di fronte alla morte di una delle nostre
piccoline.
Ho 27 anni, mi stò laureando, e lavoro; mia madre ha un
tumore al cervello e mia sorella è malata anche lei, viviamo in maniera
umile, per me e il mio fidanzato eravamo una famiglia che cercava solo
di ritagliarsi un piccolo spazio nel mondo.
Mi domando se fosse
accaduto ad una signora visibilmente benestante, con uno di quei bei
cagnolini di razza, come si sarebbero comportati?
Non possiamo
permetterci un avvocato che ci rappresenti, e quindi vi prego, vi prego
tutti, dateci voce voi, non vogliamo che accada ad altri.
Ogni creatura
vivente, sia a quattro zampe che su due gambe dovrebbe avere dei
diritti ed essere meritevole di ripetto.
La nostra piccola famiglia è
stata violentata e derubata di tutto.
Grazie per la cortese attenzione
Cristiani Olga, Antonio Ricci e Gege.

TRAFFICI DI CANI: IL CASO DEL CANILE DI ASSISI



mercoledì 17 giugno 2009
CANILE, PARTE UNA RACCOLTA DI FIRME

Iniziativa dell’Enpa e dei consiglieri del Pd rivolta al sindaco perché intervenga il Comune. Viene richiesta un’ordinanza “protettiva” contro traffici sospetti.

ASSISI17.06.2009 CORRIERE DELL'UMBRIA

Una raccolta firme promossa dall'Ente nazionale protezione animali e dai consiglieri del Pd Claudio Passeri e Claudia Travicelli rivolta ai cittadini di Assisi, Bastia, Bettona, Cannara e Valfabbrica per chiedere al sindaco di Assisi, quale capofila del consorzio fruitore dei servizi del canile comprensoriale di Ponterosso, un'ordinanza di regolamentazione degli affidi che si ispiri alle circolari dei ministri della salute Veronesi (2001) e Garavaglia (1993). La raccolta firme prende spunto dalla prospettata partenza di 40 cani, un terzo di quelli attualmente presenti nella struttura, da parte di soggetti di nazionalità tedesca, per i quali la Asl avrebbe dato parere favorevole inoltrandolo al Comune di Assisi il quale ha chiesto parere ai sindaci degli altri Comuni ed ad al servizio sanità animale della Regione. Al sindaco è arrivata - da Bastia e Valfabbrica - la richiesta di un incontro urgente per discutere sia della ventilata gestione da parte della Pro Animale, sia per l’affido dei 40 cani, mentre - prima delle elezioni - il sindaco di Cannara ha deliberato negativamente sia per l'affido dei 40 cani, sia per la ventilata gestione della Pro Animale. Nella raccolta firme, in particolare, si chiede a Ricci di emanare un’ordinanza che tra i punti irrinunciabili contenga - tra le altre cose - che l’affido sia effettuato solo al diretto interessato e che sia limitato solo alle persone fisiche residenti nel territorio regionale, salvo eccezioni da valutare. Più in generale, l’ordinanza dovrebbe ispirarsi alle circolari emanate dal Ministero della Salute, tuttora in vigore e vincolanti per le Asl, nelle quali si identifica il benessere dei cani randagi anche “nelle attività dirette al loro affidamento e al relativo controllo” (Veronesi) e si stabiliscono criteri atti ad evitare affidi che possano immettere animali in un circuito di traffici, ad affidare gli animali soltanto all'interessato che si presenti personalmente e ad instaurare il massimo controllo sulle garanzie di buon trattamento da lui fornite (Garavaglia)


PETIZIONE
AL SIGNOR SINDACO DEL COMUNE DI ASSISI
AI SIGNORI SINDACI DEI COMUNI DI
BASTIA UMBRA, BETTONA, CANNARA, VALFABBRICA

L’Ente Nazionale Protezione Animali
I Consiglieri del Comune di Assisi Claudio Passeri e Claudia Maria Travicelli
I sottoscritti cittadini dei Comuni di Assisi, Bastia Umbra, Bettona, Cannara, Valfabbrica, Comuni consorziati nella fruizione dei servizi del Canile comprensoriale

CONSIDERATO che la legislazione italiana protegge e tutela gli animali d’affezione tramite leggi nazionali e regionali e in particolare: 1) i cani dei privati e dei canili devono essere tutti identificati e rintracciabili tramite iscrizione all’anagrafe canina regionale (l. 281/1991, l.r. 19/1994, o.m. 6.8.2008) 2) i cani ricoverati nei canili non possono essere soppressi né destinati alla sperimentazione (l. 281/1991, l.r. 19/1994);
CONSIDERATO che il Ministero della Salute ha emanato negli anni circolari, tuttora in vigore e vincolanti per le ASL, nelle quali si identifica il benessere dei cani randagi anche “nelle attivita' dirette al loro affidamento e al relativo controllo” (circolare Veronesi, 2001) e si stabiliscono criteri atti ad evitare affidi che possano immettere gli animali in un circuito di traffici (come affidi plurimi, affidi per conto terzi, affidi fuori del territorio o addirittura all’estero), ad affidare gli animali soltanto all’interessato che si presenti personalmente e ad instaurare il massimo controllo sulle garanzie di buon trattamento da lui fornite (circolare Garavaglia, 1993);
CONSIDERATO che la legislazione europea sui movimenti a carattere non commerciale degli animali da compagnia prescrive che cani e gatti possano espatriare dopo i tre mesi di età, soltanto se accompagnati dal proprietario o da persona da lui incaricata e se non siano destinati alla vendita o al trasferimento di proprietà, e che per ciascun proprietario non possano espatriare più di cinque animali (Regolamento Europeo 998/2003);
CONSIDERATO che animali d’affezione trasferiti dall’Italia in altri Paesi europei come Austria, Germania e Svizzera perdono ogni tutela da parte della legislazione italiana, in particolare sono esposti alla soppressione e all’uso per sperimentazione e, non esistendo in quei Paesi anagrafe canina pubblica, risultano di fatto in larga parte non rintracciabili;

CONSTATATO che i cittadini riferiscono che dal Canile comprensoriale di Ponte Rosso in S. Maria degli Angeli da molti anni vengono effettuati, sotto i loro occhi, trasporti periodici di cani in furgoni verso l’estero (specialmente in Germania e Austria), solitamente nei giorni festivi dei fine mese;
CONSTATATO che tali prelievi e trasporti sarebbero effettuati per conto di organizzazioni straniere, benché i cani figurino adottati da persone fisiche che risultano nel tempo intestatarie di una grande quantità di animali;
CONSTATATO che tali organizzazioni straniere hanno evidentemente un rapporto privilegiato con il Canile, dal momento che gli orari d’apertura non ne consentono una normale frequentazione da parte dei cittadini e scoraggiano quindi le adozioni locali;
CONSTATATO che ai cittadini trovatisi sul posto alla partenza dei furgoni sono state date spiegazioni vaghe, quando non menzognere;
CONSTATATO che a cittadini italiani è stata negata l’adozione di cani col motivo di una “prenotazione” da parte di tali organizzazioni straniere;

CONSIDERATO che gli animali finirebbero non già presso le famiglie degli adottanti, ma in altri canili di proprietà di tali organizzazioni o presso stalli organizzati, per essere ceduti probabilmente dietro pagamento;
CONSIDERATO che tale sistematica razzia umilia la coscienza dei cittadini e la dignità delle istituzioni, e vanifica gli investimenti di denaro pubblico faticosamente destinati all’applicazione delle leggi, trasformando le strutture di prevenzione del randagismo in comodi depositi e relegando gli amministratori dei Comuni nel ruolo offensivo di subalterni fornitori di merce;
CONSIDERATO che l’immagine che la città di Assisi promuove di sé come “Città Serafica”, luogo di vocazione civile e di rispetto e amore per gli animali, in omaggio alla tradizione francescana di cui si fa portavoce presso i mezzi di comunicazione, risulta gravemente danneggiata a causa di tale fenomeno e che da ciò potrebbe venire danno alla città tutta;
CONSIDERATO che i Sindaci dei Comuni consorziati sono i proprietari e i tutori legali degli animali ospitati nel Canile comprensoriale di Ponte Rosso

CHIEDONO

al Sindaco di Assisi, in qualità di Sindaco del Comune capofila del consorzio fruitore dei servizi del Canile comprensoriale
ai Sindaci dei Comuni consorziati

di emanare, sull’esempio dei regolamenti già elaborati per la tutela dei loro animali da altri Comuni italiani, quali Empoli, Lecco, Milano, Ravenna, Vittoria (RG), S. Lazzaro di Savena (BO), di emanare una

ORDINANZA DI REGOLAMENTAZIONE DEGLI AFFIDI

che preveda i seguenti punti irrinunciabili:

- l’affido è limitato alle sole persone fisiche residenti nel territorio regionale, salvo eccezioni da valutare in funzione della possibilità di controlli diretti;
- l’affido è gratuito;
- l’affido è effettuato al solo diretto interessato, che provi con documenti originali la propria identità e residenza e sottoscriva la dichiarazione di mantenere presso di sé l’animale con garanzia di buon trattamento;
- l’affidatario si obbliga a non cedere il cane ad altri se non dopo due anni, salva la necessità debitamente dimostrata e valutata dal Comune e dal referente per la struttura, con assunzione degli stessi impegni da parte del nuovo proprietario. In caso di difficoltà o eventi negativi, l’affidatario può effettuare rinuncia alla proprietà restituendo il cane alla struttura;
- l’affidatario si obbliga a comunicare immediatamente alla ASL, al Comune e al referente per la struttura ogni cambio di residenza o domicilio, ai fini della garanzia della sua rintracciabilità;
- una sola persona fisica non può prendere in affido più di due cani in tre anni, salvo eccezioni da valutare da parte del Comune e del referente per la struttura, in funzione del corretto mantenimento degli animali;
- non può essere effettuato un nuovo affido alla persona fisica che abbia rinunciato in precedenza alla proprietà di un cane, salvo il caso di restituzione per difficoltà inerenti alle caratteristiche del cane e richiesta di un cane più adatto all’affidatario, secondo valutazione da parte del Comune e del referente per la struttura;
- l’affidatario si obbliga a sottostare a controlli della presenza del cane presso il suo domicilio e delle sue condizioni di mantenimento; in caso di esito negativo, il cane sarà ripreso dalla struttura;
- tutte le condizioni d’affido e gli obblighi dell’affidatario debbono essere riportati nell’atto di affido e sottoscritti dall’affidatario stesso;
- l’affido è comunicato entro sette giorni al Comune che darà il suo parere vincolante, in difetto del quale l’affido è nullo e il cane è ripreso dalla struttura.


tratto da traccediverse.blogspot.com
venerdì 12 giugno 2009 TENTACOLI SULL’UMBRIA

Chi si rivede, la Pro Animale. O meglio, chi finalmente emerge col suo nome, e con la protervia di chi sa di disporre di denaro (cosa davvero non frequente per un’associazione di protezione animali…) e di appoggi (quali?), da una scena dietro la quale finora si era tenuto con discrezione accorta e mano ferma…
La Pro Animale che, sotto lo slogan “La miseria degli animali non conosce confini”, possiede una rete enorme di punti di raccolta e smistamento (in una sola direzione) dal Nord al Sud, dall’Ovest all’Est europeo e fino in Asia.
La Pro Animale che ha rilevato (per forza: era nei patti) il famigerato canile di Panza ad Ischia. Quello per il quale la Procura di Napoli sta per mandare sotto processo, per esportazione illecita di animali, un bel po’ di gente tedesca e italiana. Quello da cui partivano carichi di cani che facevano tappa, guarda un po’, al rifugio della Pro Animale ad Assisi… cani che per l’80% la polizia non è riuscita a ritrovare (e non tiriamo fuori le foto, s’il vous plaît).
La Pro Animale che è sotto inchiesta nel Baden-Württemberg, dove le Autorità hanno chiuso il suo rifugio di Hornberg e dove pesa sul suo capo l’accusa di importazione di animali a scopo di commercio.
La Pro Animale che con la Tierschutzliga in Deutschland (inquisita a sua volta nella Renania-Palatinato per non aver rivelato cosa fa delle cospicue offerte) lavora di conserva sul più che famigerato canile di Tuoro… Ricordate il bel servizio della giovane giornalista di Umbria TV? Buffo… dopo quell’uscita, la giornalista ha scoperto d’essere sorvegliata, e ha riconosciuto targhe tedesche e persone…
La Pro Animale che ora vuole in prima persona l’orribile canile comprensoriale di Assisi, poco più di cento cani, gestito finora da una cooperativa assai compiacente (che aria di déjà vu), una parte nuova molto decantata ma buona per inscatolare gli animali, e dal quale si vorrebbero far partire subito in allegria ben quaranta cani in un colpo… verso favolose adozioni, s’intende.
Provate ad andare sul sito della Pro Animale: http://www.pro-animale.de/ . Si apre con san Francesco, e come ti sbagli? San Francesco è una fissazione per i tedeschi, la casalinga di Solingen si commuove subito. Una buona parte delle organizzazioni tedesche di import-export di animali si pubblicizza con san Francesco o con Assisi. Che bel colpo andare direttamente alla fonte, e creare una bella rete di monopolio sull’Umbria verde, sull’Umbria santa.
Oggi l’immagine di san Francesco è quanto di più zuccheroso: la predica agli uccellini la trovate su tutti i portapenne e i posacenere in vendita nei negozi di souvenirs. Non è vero niente. San Francesco non era affatto zuccheroso. E non predicò agli uccellini, ma agli uccelli rapaci: e con l’aiuto degli onesti, di là dove ci vede, potrebbe anche tagliare le ali a quelli che oggi svolazzano avidi senza confini.

LA DIFFIDA INOLTRATA DELL'ENPA DI PERUGIA
ANTICIPATA VIA FAX
- Alla Regione Umbria - Servizio Sanità Animale PERUGIA
- All’ASL n. 2 - Servizio Veterinario BASTIA UMBRA
- Al Sig. Sindaco del Comune di ASSISI
- Al Sig. Sindaco del Comune di BASTIA UMBRA
- Al Sig. Sindaco del Comune di BETTONA
- Al Sig. Sindaco del Comune di CANNARA
- Al Sig. Sindaco del Comune di VALFABBRICA

e p.c.

- All’on. Francesca Martini – Ministero della Salute ROMA
- Al Comando Carabinieri per la Tutela della Salute ROMA
- Al Sig. Prefetto PERUGIA
- Al N.A.S. Carabinieri PERUGIA
- Alla Procura della Repubblica PERUGIA


OGGETTO: Nuova gestione canile comprensoriale Ponte Rosso e trasferimento 40 cani all’estero


L’Ente Nazionale Protezione Animali è venuto a conoscenza dell’intenzione del Comune di Assisi, capofila del consorzio di Comuni fruitori del canile comprensoriale di Ponte Rosso, di stipulare a brevissimo termine una convenzione per la gestione del canile suddetto con la Pro Animale für Tiere in Not e. V., presieduta da Wothke Johanna, con sede centrale a Uetzing - Bad Staffelstein (Baviera, Rep. Federale Tedesca).

Fa presente che:
- la Pro Animale non è iscritta all’Albo Regionale delle associazioni per la protezione degli animali, requisito indispensabile ai sensi della L. R. 19/1994 art. 10 comma 2 e art. 12;
- la Pro Animale, presente sul territorio con un rifugio privato in loc. S. Rufino Campagna (Assisi) gestito da Winterling Sabina, sotto la veste dell’adozione da parte di persone fisiche (usualmente Wothke Johanna e Winterling Sabina) preleva da anni cani dalla regione e da fuori regione, da canili, da privati e dalla strada, per trasportarli poi in altri canili della Pro Animale stessa in Austria e in Germania;
- il rifugio della Pro Animale situato a Hornberg (Baden-Württemberg, Rep. Federale Tedesca), con il quale la Pro Animale di Assisi dichiara collegamenti, è stato chiuso dalle Autorità locali e la Pro Animale è attualmente oggetto di inchiesta da parte delle suddette Autorità per maltrattamento di animali, falsificazione di registri e importazione di animali dall’estero (Europa e Asia) a fini di commercio;
- è in corso presso la Procura di Napoli un’inchiesta a carico sia della locale ASL sia della Fondazione Anne Marie Ernst, espressione della Pro Animale recentemente assorbita nella Pro Animale stessa, che le è subentrata apertamente nella gestione del canile privato di Panza (Ischia), per esportazione illecita di animali; è accertato che nei fatti oggetto dell’inchiesta il rifugio della Pro Animale di Assisi ha avuto la funzione di luogo di tappa per i carichi di cani diretti da Ischia in Germania;
- sembra essere costume della Pro Animale, ove si prospetti la possibilità della gestione di un canile, proporre convenzioni con richieste bassissime, facilmente appetibili ma palesemente incompatibili con un corretto benessere degli animali, tali anzi da sconcertare e suscitare sospetti sugli scopi della gestione; tale è la procedura che la Pro Animale sta seguendo nei confronti dei Comuni di Ischia dopo il suo recente ingresso col proprio nome ufficiale sull’isola, tale è la procedura che si sospetta fortemente voglia seguire nei suoi contatti con il consorzio dei Comuni fruitori del canile comprensoriale di Ponte Rosso.

Per tali ragioni l’Ente Nazionale Protezione Animali

D I F F I D A

dal procedere alla stipula di tale convenzione e dall’autorizzarla.


In rapporto con i fatti succitati, l’Ente Nazionale Protezione Animali è venuto a conoscenza del fatto che la Cooperativa Sopra il Muro, attuale gestore del canile comprensoriale di Ponte Rosso, ha richiesto alla USL2 dell’Umbria, Area dell’Assisano, parere favorevole all’affido di 40 cani ospiti del canile a soggetti di nazionalità tedesca: cani dei quali, in nome di una pretesa prenotazione da parte di persone evidentemente mai presentatesi presso il canile – e in vista di una progettata esportazione – si starebbe rifiutando l’affido a cittadini del luogo.

Fa presente che:

- le norme del Regolamento Europeo 998/2003 (movimenti a carattere non commerciale di animali da compagnia) prevedono: che l’espatrio dell’animale avvenga solo in compagnia del proprietario o di persona da lui incaricata (e quindi che il proprietario non sia divenuto tale per delega, men che meno con la presentazione da parte di terzi della fotocopia di un documento d’identità, ma abbia preso personalmente in affido un animale specifico); che l’animale non sia in alcun modo destinato alla vendita o anche al semplice passaggio di proprietà; che un solo proprietario non possa avere intestati più di 5 animali, a meno di non far passare il trasporto sotto la categoria del commercio; che sia vietata l’esportazione di cuccioli di età inferiore ai tre mesi;
- i cani debbono essere tutti regolarmente dotati di passaporti, ciascuno dei quali sia riferibile espressamente a un cane specifico e a un proprietario corrispondente, e la vaccinazione antirabbica richiesta per l’espatrio deve essere regolarmente effettuata per ogni cane un mese prima dell’espatrio;
- il canile comprensoriale di Ponte Rosso, così come altri canili della zona, è soggetto non solo a prelievi usuali da parte della Pro Animale, ma ad incursioni periodiche di altre organizzazioni tedesche consociate, appoggiate da collaboratori e prestanome locali, che, con il consueto espediente dell’adozione da parte di persone fisiche, prelevano gruppi di cani da ogni canile in modo da costituire carichi da smistare in canili privati e stalli tedeschi e da cedere dietro pagamento, procedendo così gli adottanti a finte adozioni e gli affidanti a finti affidi in deroga ad ogni prescrizione di legge;
- gli animali figurano solitamente affidati a gruppi ristretti e ricorrenti di persone, talché gli stessi individui finiscono per figurare intestatari di un gran numero di animali. Nel caso della Pro Animale, a Wothke Johanna e a Winterling Sabina si affianca Ferenc Zlatka, titolare del rifugio della Pro Animale di St. Radegund (Austria).
- nel caso presente, poiché è giunta all’Ente Nazionale Protezione Animali una segnalazione secondo la quale nell’ampliamento del canile comprensoriale non si sarebbe tenuto conto delle dimensioni minime di box e recinti previste dall’Accordo Stato-Regioni 6/2/2003 in materia di benessere degli animali da compagnia, come recepite dalla Regione Umbria, si aggiunge il sospetto che tale drastico prelievo (40 cani su poco più di 100), già di per sé sconcertante oltre che lontano da ogni corretta e trasparente concezione dell’affido, e progettato inoltre nell’imminenza della ventilata nuova gestione, miri a voler adattare il numero degli animali al numero e alle dimensioni dei box, o anche a stabilire un verosimigliante equilibrio fra il numero degli animali e le eventuali basse richieste dell’aspirante gestore.
- al difuori del caso specifico, i cani sono trasferiti in Paesi nei quali la legislazione non garantisce loro gli stessi diritti che in Italia: in particolare vige la soppressione e non esiste un’anagrafe canina pubblica, talché gli animali, trasferiti in canili e poi a destinazioni non rese note, risultano di fatto in larga parte irrintracciabili.

Per tali ragioni l’Ente Nazionale Protezione Animali

D I F F I D A

dal procedere a tale sedicente affido di massa e dall’autorizzarlo.

Distinti saluti.

Paola Matrigali Tintori
Presidente Sezione ENPA Perugia

CORRIERE DELL'UMBRIA 21 GIUNGO 2009

Assisi (PG) - Chiesti un incontro con il vicesindaco per concedere l'affidamento di Ponte Rosso ad altri soggetti
Canile: "No alla gestione ai tedeschi"
I consiglieri Travicelli e Passeri e l'Enpa "Non c'è iscrizione all'albo"
Lucia Pippi

Assisi (PG) - Il canile continua a far discutere soprattutto per quanto concerne l'affidamento della struttura all'associazione tedesca. Ancora non è stato definito niente da parte
del Comune per questo aspetto particolare. Non c'è stata alcuna richiesta firmata o ufficiale ma solo accordi verbali tra l'associazione e l'amministrazione. Un accordo che si basa però, su 
determinati presupposti che al momento non sono stati ancora chiariti.
Intanto continua il botta e risposta tra l'Enpa e la Pro Animale, l'associazione tedesca che dovrebbe prendere in gestione il canile. In base alle dichiarazioni della Pro Animale tutto sembrerebbe in regola.
Ci sarebbe l'iscrizione al registro delle associazioni, ci sarebbe anche la voglia di lavorare per gestire la struttura nei migliori dei modi. Le adozioni in Germania, almeno secondo quanto afferma nella replica la Pro Animale, sarebbero dettate proprio dal garantire ai cani una migliore sistemazione rispetto a quella che potrebbero avere qui.

La stessa cosa che secondo le dichiarazioni già accade nei loro rifugi sparsi in tutta Italia. Ma l'Enpa e i consiglieri comunali del pd Claudia Maria Travicelli Claudio Passeri hanno rifiutato con due note distinte. "Con richiesta scritta abbiamo domandato alla Regione dell'Umbria copia dell'Albo Regionale delle Associazioni di Protezione animali, nell'albo non risulta assolutamente che la Pro Animale sia iscritta, il tutto è documentato e verificabile negli appositi uffici regionali. Accettando così la posizione dell'Enpa - affermano i consiglieri del Pd - inerente la non iscrizione all'albo regionale da parte della Pro Animale i sottoscritti Consiglieri ribadiscono il grande consenso dei cittadini dimostrato nella raccolta firme per richiedere l'ordinanza al Sindaco, inoltre vogliono rimarcare le preoccupazioni che gli stessi cittadini hanno esposto anche in questa occasione." Ma il discorso di Travicelli e Passeri va oltre.
Soprattutto riguardo al discorso della gestione e dell'esportazione dei cani verso la Germania. "Per chiarire la posizione equivoca dell'amministrazione comunale di Assisi, con il Sindaco e vice sindaco posizioni diverse, abbiamo chiesto un incontro urgente al vicesindaco Bartolini per verificare : la possibilità di raggiungere un accordo condiviso per eliminare definitivamente il rischio di trasferimento dei 40 cani verso la Germania ed evitare che ciò si riproponga. Ma non
solo. Chiediamo infine di valutare la gestione del canile di Ponte Rosso di Assisi ad una Associazione che risponda ai requisiti di legge."

***
Va avanti la petizione per le adozioni degli animali

Assisi (PG) - Sul canile di Ponte Rosso, intanto è iniziata una raccolta firme e una petizione da presentare ai Comuni che fanno parte del comprensorio che fa capo a questa struttura per raccogliere gli animali. Si tratta dei sindaci di Assisi, Bastia Umbra, Cannara, Bettona e Valfabrica. Ai primi cittadini di queste città viene chiesto di fare in modo di vietare tramite un'ordinanza che le adozioni degli animali che arrivano al canile vengano fatte fuori dall'Umbria. Questo garantisce un maggior controllo sugli animali e sul loro futuro in modo
da poter anche controllare lo stato di salute degli animali in qualsiasi momento come prevede una circolare del ministero della Salute che si occupa proprio di questa materia. Una petizione che ha già incontrato molti favori tra la popolazione.

CORRIERE DELL'UMBRIA 27 GIUGNO 2009

Levata di scudi per il canile.
Secondo Menzel della Izt: “Espatriare gli animali significa spesso farli sparire”. 
Legambiente lancia un appello ai sindaci: “Mai all'’estero”.

ASSISI (PG) - (fla.pag.) - Il canile di Ponterosso non vede mobilitati solo i cittadini di Assisi che a breve dovranno aderire ad una raccolta firme, ma anche numerose associazioni italiane (Legambiente) e straniere (Internationaler Zusammenschluss für Tierschutz, Izt) che sono
intervenute sulla vicenda, lanciando un appello ai sindaci dei Comuni d'ambito affinché i cani non vengano portati all'estero e soprattutto perché ci si preoccupi soprattutto del benessere degli animali. "La circolare Veronesi - spiega Giorgia Belforte, responsabile del Circolo
Legambiente Sibilla Aleramo - sottolinea la necessità di accordare gestioni di rifugi non al miglior offerente in senso economico ma riferendosi soprattutto alla garanzia del benessere degli animali non tralasciando di puntualizzare la priorità delle attività dirette al loro affidamento e al relativo controllo”. “Assurdo - continuano - quindi pensare che animali italiani, varcando i confini della nostra nazione, possano avere riscontro su quanto sopra citato. La circolare Garavaglia, invece, metteva in luce l'opportunità di non cedere cani conto terzi ma direttamente alla persona interessata limitando addirittura all'occorrenza il numero degli animali affidati ad ogni individuo od ente. Vorremmo ricordare che tali circolari sono tutt'ora
in vigore, augurandoci che le decisioni dei sindaci interessati e soprattutto dei responsabili della Regione Umbria, vogliano prendere in seria considerazione la legislazione nazionale indirizzando le proprie scelte nel fine comune della tutela degli animali". Dalla Germania
arriva invece la testimonianza di Gabriele Menzel della Izt. Sebbene lì il problema siano i gatti, "importati in gran numero dall'estero, ma le nostre autorità non vogliono pagare per le sterilizzazioni ed il numero dei Comuni che impone il divieto di dare cibo per farli morire di fame è in continuo aumento", non mancano punti dolenti per quanto riguarda i cani, "che - come i gatti - accalappiati e denominati animali trovati e, come da legge, tenuti per un certo periodo nei rifugi affinché il proprietario possa ritrovarli”. “Trascorso tale periodo - continua l’'associazione tedesca - gli animali possono essere ceduti in adozione o vengono trasferiti in altri rifugi: poiché non esiste l'obbligo di
registrazione né un'anagrafe canina nazionale, gli animali spariscono.
Consiglio urgentemente a tutti gli amanti degli animali di non mandare gli animali all'estero con superficialità, poiché in questo modo perdono il diritto di sapere se l'animale va incontro ad un futuro buono o cattivo"



Spariscono nel nulla oltre 300.000 cani!
Le domande sono: cosa è accaduto a questi cani? Dove sono?

numeri stimati:

- Ca. 30.000 a 50.000 cani vengono venduti nei mercati settimanali belgi e nella zona di frotniera polacca e ceca. Se si considera una percentuale molto alta di decessi, il 50% entro i due mesi dall'acquisto, resta un incremento reale della popolazione canina che va dai 15.000 ai 25.000.
- Secondo una valutazione fatta nel 2003 e resa pubblica dalla stampa, la Dr. Med. Vet Christa Wilczek, gerente veterinario, direttore settore
per la protezione animale e zoonosi e autrice di libri tecnici, l'importazione di cani fatta dalle associazioni animaliste ammonta a ca. 200.000
animali l'anno. Nel frattempo però sono aumentati drasticamente le associazioni animalsite importatrici, il numero di rifugi pubblici e privati che vi partecipano ed anche il numero di posti di stallo. Si deve quindi considerare un minimo di 350.000-400.000 cani (valutazione di Tierschutz Schattenseiten).

Reale con un tasso di mortalità minimo di 392592,59 cani ci dovrebbe essere un incremento teoretico di 850.025 cani. Da qui quindi un incrementeo teoretico della popolazione canina totale in Germania di ca. 457.432,41 animali all'anno.

Conteggio al contrario : Con una mortalità di massimo 441.666,66 cani c'è un incrementi di 715.000 cani. Quindi in questo caso si ottiene un incremento teorico della popolazione canina totale in Germania di ca 273.333,34 cani all'anno.

Valori teoretici /chiarimento: A molti cani importati, anche a causa dello stresso del trasporto e del nuovo ambiente, si conclama un'infezione che magari era latente. Molti cani importati a causa del loro imprinting e/o loro storia precedente non riescono ad adattarsi al tipo di vita tedesco. Molti di loro , a causa di quante appena detto, vengono qualificati come cani con problemi comportametnali non curabili e soppressi ufficialmente o ufficiosamente. Comunque molti di questi spariscono. Naturalmente questo riduce la "media" della longevità.

La media della longevità si riduce naturalmente anche a causa dell'importazione di cani anziani e malati. Molti animali che hanno subito danni precedentemente in rifugi dei paesi dell'est e del sud, in Germania vivono solo pochi anni.

Non si riescono a trovare dati attendibili medi. Noi riduciamo i dati suddetti riguardo l'incremento teoretico di 150.000 animali l'anno.

Restano quindi 307.432, ma minimo 123.000 cani all'anno, il cui destino non è chiaro e lo rimarrà sempre.


Sembra certo solo che :

· Non vengono soppressi ed eliminati secondo la legge. Un volume di minimo 123.000 corpi di animali l'anno non potrebbero passare inosservati alle ditte di smaltimento e verrbero resi pubblici..
· Non si trovano in rifugi tedeschi, poiché questi ultimi con un volume minimo di 123.000 animali nel giro di un anno sarebbero al collasso.
· Non vengono uccisi privatamente e sotterrati.Un numero di persone così alto non potrebbe farlo e nemmeno esistono tanti terreni privati
· Una parte dei cani viene nutrito con prodotti alimentari normali e non sono registrati. Ma il loro numero non è statisticamente rilevante.
· In Germania spariscono annualmente tra 307.432 e 123.000 cani, pare nel nulla. Si suppone con grande probabilità che la maggior parte di questi cani provenga dalla protezione animale..

Quasi tutti i cani della cosiddetta protezione animale fatta all'estero vengono importati ufficiosamente, spesso illegalmentein Germania. A fronte di una politica non trasparente della politica di importazione ed affido da parte delle organizzazioni per la protezione animale, c'è l'inspiegabile sparizione di un numero che va sino a 307.432 cani all'anno.

Il sospetto sempre più incessante espresso dia associazioni per la protezione animale straniere e da istituzioni statali, che animalisti tedeschi cedono molti dei cani importati a stabulari e facoltà veterinarie, sembra si stia rafforzando. Almeno associazioni protezionisitiche tedesche, a causa del loro modo di agire, non sono in grado né di smentire questo sospetto e né giustificare le accuse. E nemmeno l'invio di lettere di protesta con allegate foto di cani felicemente adottati servono più a qualcosa. Non in questa quantità enorme e ancora meno senza poter dimostrare la provenienza e l'identitò di ogni singolo cane. Ma proprio quest'ultimo gli animalisti non l'hanno. Non se i cani sono stati importati o esportati illegalmente.

Alle associazioni animaliste non resterà altro da fare che cambiare radicalmente il proprio modo di agire a di intraprendere con le autorià piuttosto una comunicazione invece di un confronto Le autorità , se nulla cambia, sono costrette a vietare tutte le esportazioni di animali randagi.

Fonte http://www.tierschutz-schattenseiten.com/